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Come progettare al meglio un’etichetta 

23 Ottobre 2020

Il segreto per un’etichetta ben progettata è nella scelta di tre fattori determinanti: il design grafico, il materiale e la leggibilità delle informazioni. Questi tre elementi costituiscono la base affinché un prodotto possa essere notato. 

Oltre a questi aspetti imprescindibili è importante capire come applicare l’etichetta sul contenitore. Si tratta di una fase fondamentale in cui si “gioca” l’aspetto che avrà il packaging. Non devono essere presenti rigonfiamenti o imperfezioni che, altrimenti, andrebbero ad incidere negativamente sull’immagine del prodotto e del brand.

La scelta del packaging: elemento fondamentale per la progettazione dell’etichetta

Nella creazione e nell’applicazione di un’etichetta, prima di tutto occorre determinare i principali elementi che vi possono incidere:

  • dimensioni e forma dell’imballaggio
  • fattori ambientali
  • informazioni da stampare
  • grafica o logo

A causa di questi elementi è opportuno scegliere prima l’imballaggio e poi l’etichetta, per far si che essa si adatti perfettamente al contenitore.

Se si sceglie un contenitore di plastica, per esempio, è necessario sapere di quale tipologia, in quanto alcuni adesivi potrebbero presentare grinze e rigonfiamenti a contatto con particolari plastiche. Alcune colle invece, non sono resistenti all’umidità, per cui è bene sapere dove il prodotto verrà conservato per la maggior parte della sua vita. 

Le informazioni obbligatorie e opzionali sulle etichette

Sebbene la fase creativa sia la più emozionante, prima di occuparsi di questo, è prioritario capire quante e quali informazioni inserire sull’etichetta.

Come abbiamo già avuto modo di vedere nell’approfondimento sull’etichettatura per il vino, esiste una gerarchia delle informazioni: quelle da dare al consumatore, altre necessarie al tracciamento, e infine le notizie commerciali, che servono a spingere il prodotto sul mercato.

Gestire queste indicazioni non è affatto banale, si devono tenere in considerazione tutte le dimensioni e gli spazi occupati dagli elementi che compongono l’etichetta: 

  • logo
  • data e lotto
  • valori nutrizionali
  • dati commerciali

Quando pensiamo all’informativa da apporre sul prodotto è necessario ricordare che il consumatore non deve essere sommerso di informazioni, ma deve restare sempre incuriosito e allo stesso tempo soddisfatto. 

Se si deve progettare un barcode, le dimensioni assumono un valore ancora più forte, perché solo con misure consone, può essere letto da qualsiasi terminale ottico, con facilità e precisione. Senza questa conditio sine qua non, le informazioni all’interno del codice a barre non potranno mai essere restituite al software per essere gestite. 

Sistemi di stampa per etichette con dati variabili 

La questione dei dati variabili è sicuramente quella più complessa da gestire. Questa fase porta con sé l’obbligo di scegliere quali dispositivi di stampa usare: marcatori a getto d’inchiostro o stampanti a trasferimento termico.

Con una stampante digitale, i dati devono essere decisi a monte, mentre se non fosse possibile questa pianificazione, con una stampante termica si potrà imprimere a posteriori.

Sembra evidente che in questa fase, più che in altre, tutto debba essere definito nei minimi particolari, tenendo in considerazione dimensioni e spazi da utilizzare.Che avvenga internamente, o per conto terzi, queste sono alcune delle principali considerazioni da fare quando si affronta la produzione di etichette, ma non è semplice capire quali siano le priorità, per questo puoi contattarci compilando il form: